Dice giustamente il Presidente Napolitano. Che aggiunge “una follia negare la cittadinanza ai figli degli immigrati“. Le parole sacrosante e autorevoli del nostro Presidente della Repubblica rilanciano l’attenzione su un tema che come associazione abbiamo lanciato in un incontro del 20 maggio: Fratelli in Italia. Nel corso del quale, facendo nostra un’iniziativa meritoria del Comune di Reggio Emilia, proponemmo al Sindaco Perrone di inviare una lettera ai diciassettenni nati in Italia e residenti a Lecce, informandoli della possibilità di poter ottenere la cittadinanza.
La lettera, scritta da sedici associazioni, e inviata al Sindaco era questa:
Gentile Sindaco,
l’Italia ospita quasi un milione di minori di origine straniera nati o vissuti qui sin da piccoli. Ci sono sono ragazzi, anche nella nostra città, che condividono i percorsi, i sogni, le paure e le speranze dei loro coetanei.
Accoglierli con tutti i diritti nella comunità nazionale non sarebbe soltanto giusto, ma potrebbe significare mettere in moto il più grande ed efficace processo di mediazione culturale nel Paese. Il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia offre uno stimolo particolare per riflettere su come sia possibile e doveroso arricchire l’idea di cittadinanza. Sono proprio questi ragazzi, infatti, che potranno essere i protagonisti di un’Italia nuova, aperta, accogliente e responsabile: sarebbe il regalo più bello per i suoi 150 anni.
La normativa attuale offre un piccolo spiraglio in questo senso. Si tratta dell’art. 4, comma 2, della legge 91/92, che recita: “Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”.
Con questi requisiti, l’interessato può fare la dichiarazione di acquisto, che richiede unicamente la presentazione del passaporto per dimostrare la cittadinanza di origine, cui seguirà l’acquisizione da parte dell’ufficio di Stato Civile della certificazione anagrafica.
Si tratta di un iter non difficile ma poco pubblicizzato e, quindi, spesso ignorato dagli stessi interessati. Per questa ragione, e per la grande importanza che i nuovi cittadini possono rivestire per la nostra comunità, Le chiedo di scrivere loro in tempo utile – prima cioè del compimento della maggiore età – per rendere nota questa possibilità.
Nella speranza di un Suo positivo riscontro porgiamo cordiali saluti.
La speranza di quel positivo riscontro tale è rimasto: nessuna risposta ufficiale è mai giunta. Ci auguriamo che le parole del Presidente Napolitano sollecitino il nostro Sindaco a dare una risposta ai nostri concittadini senza cittadinanza.

