Il testo della conferenza di oggi, dal titolo “Quer pasticciaccio brutto dell’Ufficio Tributi – Epilogo”
Due settimane circa sono trascorse dall’ultima denuncia del PASTICCIACCIO BRUTTO DELL’UFFICIO TRIBUTI. E’ da maggio che ne parlo pubblicamente. In questi giorni molte cose sono accadute.
Oggi, a conclusione di una serie di riscontri, numeri, verifiche mi assumo la responsabilità di dire che IL BILANCIO DEL COMUNE DI LECCE E’ FALSO nel senso di finto, illusorio, inattendibile, ingannevole, irregolare.
E vi spiego perché.Per farlo è utile ricapitolare questa storia per titoli partendo da quanto accaduto dopo la conferenza del 30 ottobre scorso.
BISOGNERA’ RISARCIRE IL COMUNE?
Sono stato accusato di incoraggiare l’evasione per aver rivolto il seguente invito all’Amministrazione Comunale onde evitare ricorsi dei contribuenti:
- ritirare in autotutela gli avvisi di accertamento ai fini ICI e TARSU relativi ad annualità prescritte;
- ritirare in autotutela gli avvisi di accertamento ai fini ICI relativi agli anni 2005 e seguenti per revisione del classamento non effettuato dall’AGT;
- sospendere le attività di accertamento ai fini ICI fino al 31/12/2010 per effetto della cosiddetta sanatoria.
Oltre ad aver precisato l’illegittimità di ogni pagamento richiesto ai proprietari di case rurali per modifiche non risultanti da dato catastale
Questo posizione ha provocato reazioni veementi, stizzite e approssimative da parte dell’Assessore Monosi.
Il quale con due note scritte ha annunciato:
1. la verifica di una richiesta di risarcimento per i danni eventualmente subiti dal Comune;
2. la legittimità piena degli avvisi di accertamento tutt’altro che prescritti.
3. Il termine di prescrizione decennale per il pagamento dell’ICI dovuta in seguito al riclassamento degli immobili.
A smentire l’assessore sono intervenuti nell’ordine: il Presidente del Collegio dei Revisori, il dott. Villani tra i più autorevoli tributaristi della nostra città, ed infine lo stesso assessore (!)
Cosa hanno detto?
Dott. Marotta:
“Salvemini ha ragione: l’AC non può richiedere il pagamento dell’evasione tributaria per annualità precedenti i 5 anni anteriori all’accertamento. E sugli immobili ruruali c’è la sanatoria”
Dott. Villani:
“lo Statuto dei diritti del contribuente non prevede assolutamente il termine decennale per il pagamento delle somme ICI e TARSU”.
Assessore Monosi:
“Sono illegittimi solo venti accertamenti: mi vedrò autorizzato a ritirarli in autotutela. Invito le associazioni di categoria ad essere prudenti”
Ognuno può trarre le conclusioni che crede sulla credibilità della richiesta risarcitoria.
MA LA SOGET CHE DOVREBBE FARE SECONDO CONTRATTO?
Dalla lettura del contratto e da quanto precisato dalla SOGET* nel suo sito gli elementi incontestabili sono, al di là delle confusioni legate all’affidamento di un servizio pensato frettolosamente e superficialmente:
a) il classamento è competenza esclusiva dell’Agenzia del Territorio;
b) il contribuente può essere chiamato al pagamento dell’eventuale ICI e TARSU (dovuta per effetto dell’assegnazione di un nuovo livello reddituale o del cambio di destinazione d’uso) solo a seguito di riclassamento disposto dall’Agenzia del Territorio;
c) gli avvisi di accertamento ai fini ICI e TARSU per il pagamento dell’imposte a ciò dovute sono legittimi solo se emessi dopo il provvedimento di riclassamento dell’AGT.
A seguito di una analisi svolta in questi giorni sul contratto SOGET il Presidente del Collegio dei Revisori ha confermato: “la SOGET non può svolgere il riclassamento che è competenza esclusiva dell’AGT. La SOGET non ha effettuato accertamenti che spettano al Comune. Essa ha svolto solo un’operazione di censimento che rientra fra i suoi compiti contrattuali”.
MA LA SOGET COSA HA FINORA FATTO?
Sulla base di quanto dichiarato dal dirigente del settore tributi con una relazione del 26/9/2008 sappiamo che:
“La SOGET ha iniziato la fase di rilevazione del territorio nel mese di agosto 2008;
la predisposizione della banca dati immobiliare risulta assolutamente propedeutica all’inizio delle attività di rilevazione sul territorio; il ritardo nella realizzazione del progetto è innegabile.”
Riepiloghiamo:
la SOGET non ha effettuato nessun riclassamento perché non possibile per legge;
la SOGET non ha effettuato attività di accertamento perché spetta al Comune;
la SOGET sta tutt’ora provvedendo alla creazione di una banca dati immobiliare e una serie di servizi ulteriori previsto dal capitolato d’oneri al momento non terminati (realizzazione e gestione del portale delle entrate; realizzazione e gestione dello Sportello Unico dei Tributi; censimento degli immobili mediante accesso diretto agli immobili).
Ragione per cui responsabile della SOGET con nota scritta il 24/9/2008 ha sentito il bisogno di precisare che “l’attività di recupero evasione ICI e TARSU produrrà riscontri in termini di lmaggiori entrate per l’ente nel medio-lungo periodo.”.
Ossia non prima di 5-10 anni!.
QUANTO ABBIAMO FINORA INCASSATO DAL RECUPERO DELL’EVASIONE?
Verificare l’attività della SOGET di per sé sarebbe poco interessante se essa non avesse ricadute pesanti sul bilancio del Comune.
Ossia: se indico recupero evasione da riclassamento immobiliare in bilancio può essere solo esito di quanto fatto dalla società affidataria. Ricordiamolo ancora una volta:
gli avvisi di accertamento ai fini ICI e TARSU per il pagamento dell’imposte a ciò dovute sono legittimi solo se emessi dopo i provvedimenti di riclassamento disposti dell’AGT.
Quindi due sono i dati rilevanti:
le somme indicate nel bilancio comunale per il recupero da riclassamento; e il numero di provvedimenti a tale scopo disposti dall’AGT.
Cosa ci dicono i numeri?
Partiamo dal bilancio comunale.
Il dato riferito al consuntivo approvato per il 2009 è chiarissimo.
Per effetto del recupero di evasione ICI e TARSU dovuto a riclassamento l’Amminstrazione Perrone indica crediti verso contribuenti per circa 17 milioni; ai quali aggiungere i quasi 11 milioni iscritti nel previsionale del 2010 e confermati in sede di equilibri. Stiamo parlando quindi di una voce d’entrata che pesa complessivi 27 milioni di euro. Una fonte d’entrata decisiva, strategica, cruciale.
Se io iscrivo in bilancio complessivi 27 milioni di euro si presuppone l’esistenza di una capillare e minuziosa attività svolta dall’AGT per riclassare gli immobili privati: o autonomamente o per effetto delle segnalazioni ricevute dalla SOGET.
Vediamo ora il dato relativo all’attività disposta dall’AGT.
E quindi: quanti sono stati i provvedimenti di riclassamento in questi ultimi quattro anni?
Meno di 600 di cui oltre 200, quindi un terzo, ancora non conclusi!
Avete capito bene:
abbiamo in bilancio circa 17 milioni di euro di crediti per riclassamento e fronte di soli 400 provvedimenti disposti dall’AGT;
abbiamo in bilancio altri 11 milioni di euro di previsione di entrata per riclassamento a fronte di verifiche da mesi sospese dall’AGT fino al 31/12/2010 per effetto della cosiddetta sanatoria disposta dalla Finanziaria d’estate.
E’ come dire che ci sono stati circa 400 contribuenti leccesi chiamati a pagare circa 67.500 euro per recupero evasione ICI e TARSU. Un’abnormità!
Delle due l’una: o sono stati emessi avvisi di accertamento del tutto privi dei requisiti di legge; o sono state iscritte in bilancio crediti in totale assenza di avvisi.
Dubbio fondatissimo e concretissimo se pensiamo alla risposta fornita ieri dal dott. Capoccia, dirigente del settore Tributi, alla richiesta della consigliera Spoti per conoscere n.ro e ammontare complessivo degli avvisi di accertamento emessi e riscossi ai fini ICI e TARSU per riclassamento delle unità immobiliari private dal 2007 distinti per annualità. Leggiamo testualmente le parole del dirigente:
“la richiesta appare generica (!); richiede un’attività dell’Ufficio particolarmente gravosa (!!); prevede un impegno inconciliabile con le attività di fine esercizio (!!!); la documentazione può essere presa in visione con le modalità concordate e comunque in giorni diversi da quelli in cui l’ufficio apre al pubblico(!!!!)”.
Un report ottenibile in tempi brevissimi interrogando un qualunque software per la gestione dell’accertamento che viene definito gravoso e inconciliabile. Ogni sorriso di stupore è giustificato.
EPILOGO
Il bilancio del comune di Lecce è falso. Punto. Ogni tentativo di dimostrare il contrario oggi si scontra clamorosamente con i dati e i riscontri.
Perché come precisa e ribadisce la Corte dei Conti “occorre richiamarsi ai principi contabili della veridicità ,della prudenza , dell’attendibilità i quali richiedono che le somme iscritte in entrata trovino corrispondenza nei titoli giuridici e diano certezza delle effettive potenzialitò di realizzazione dei crediti”
Basta e avanza quello appena documentato.
Ma se proprio si vuole avere ulteriore conferme del PASTICCIACCIO BRUTTO basti dire che:
dal 2007 ad oggi non risultano essere stati formati ruoli coattivi ai fini TARSU rivenienti da specifica attività di accertamento. Possibile che tutti proprio tutti abbiano denunciato volontariamente tutti i cespiti soggetti a TARSU?
Dal 2007 ad oggi sono nell’ordine di poche migliaia di Euro i ruoli formati dall’Ufficio Tributi ai fini della riscossione coattiva dell’ICI evasa. Siamo di fronte ad un disastro gestionale.
Mi rivolgo al Sindaco che in questi giorni si è descritto come l’amministratore guidato dalla diligenza e prudenza del buon padre di famiglia:
cosa si fa quando si verifica la totale e completa infondatezza di un credito iscritto in bilancio e di un previsione d’entrata?
Mi rivolgo ai revisori, dott. Marotta, dott. Natale, dott.ssa Montinaro chiamati per legge a esprimere pareri di congruità, coerenza e attendibilità:
cosa si fa quando si verificano irregolarità nella gestione del bilancio?
Mi rivolgo al Dirigente del Settore Tributi, alla luce di questioni che vedono suoi colleghi chiamati in causa per responsabilità delicate e gravi:
come è possibile attestare questa incredibile incronguenza di valori tra provvedimenti di riclassamento disposti dall’AGT e crediti iscritti in bilancio per recupero dell’evasione tributaria?
Attendo fiducioso una loro risposta e loro eventuali iniziative.
Mi auguro che non si ripeta il solito refrain dei tifosi del dissesto.
Siamo tifosi dell’osservanza delle regole, del rispetto dei principi contabili, della trasparenza dei bilanci.
Siamo tifosi dell’equilibrio dei conti, della lotta vera all’evasione, e dell’uso attento dei soldi dei cittadini.
Siamo tifosi del buon governo.
Lecce ha le potenzialità e le risorse per venire fuori da questa situazione, ma è indispensabile che chi l’ha governata e dissanguata per circa 12 anni vada a casa.
*
Nel capitolato d’oneri si precisa che il servizio di gestione di accertamento delle entrate tributarie mediante revisione del classamento degli immobili privati affidato alla SOGET prevede:
- la revisione del classamento (art.1 punto 2 lettera f)
- la rivalutazione degli estimi catastali entro il 31/12/2007 (art. 1 punto 2 lettera h)
Nel sito della SOGET leggiamo che:
- il classamento è l’operazione con la quale l’Agenzia del Territorio assegna ai fabbricati il livello reddituale e la destinazione.
- è necessario partire da una rilevazione diretta delle unità immobiliari ed attribuire ad ognuna di esse le superfici dei locali che la compongono, la classificazione catastale, il proprietario, l’occupante (se diverso), ed il contribuente iscritto nei ruoli TARSU.
- il Contribuente deve esaminare la corrispondenza del classamento catastale della sua unità immobiliare con la reale situazione di fatto della stessa. Nel caso di non corrispondenza delle due situazioni, sarà invitato a presentare all’Agenzia del Territorio il relativo atto di aggiornamento. Copia dello stesso dovrà essere presentata anche in Comune insieme alla Dichiarazione ICI. L’Agenzia del Territorio esaminerà la rendita e comunicherà l’esito della verifica. Se da tale verifica dovesse risultare un aumento del valore della rendita catastale, il contribuente dovrà recarsi presso l’Ufficio Tributi del Comune per la liquidazione delle maggiori somme. Se la situazione di fatto dell’unità immobiliare risultasse coerente con il classamento catastale nessuna comunicazione andrà fatta all’Agenzia del Territorio, fermo restando per l’Agenzia e per il Comune la facoltà di compiere le opportune verifiche


