(Fabio Zollino) – Intervista all’ex consigliere comunale e leader del laboratorio politico “Lecce2.0dodici”, Carlo Salvemini, sui temi amministrativi e politici d’attualità a Palazzo Carafa.
Martedì si è discusso per la prima volta in Consiglio di filobus. Una sorta di “tutti contro tutti” dal quale non è venuta fuori nessuna novità di rilievo. Qual è la sua previsione? Partirà davvero entro l’autunno? E, soprattutto, rappresenterà un bene o un male per la città? Che fine farà? “Non mi pare che non sia venuto fuori nulla di nuovo. E’ stata resa nota, per merito di Rotundo, la diffida che il ministero ha inviato nei mesi scorsi al Comune per l’avvio del filobus consegnato dall’impresa dal marzo 2009. Un ritardo considerato colpevole al punto da paventare un danno erariale e che il sindaco s’è ben guardato dal rendere noto alla città. Preferendo alzare cartine fumogene per allontanare i leccesi dalla verità. Abbiamo appreso che la capofila del RTI che ha realizzato l’opera non ha sottoscritto il nuovo cronoprogramma degli adempimenti previsti da qui a luglio, presentato in pompa magna nei giorni scorsi. Come si vede ancora troppe incognite separano la città dall’avvio del filobus. Nel frattempo l’assessore dichiara pubblicamente che si nutrono fondatissimi dubbi che i volumi di traffico previsti nel business plan verranno rispettati e che quindi il filobus possa dimostrare la sua utilità. E il presidente della SGM annuncia che in caso di mancato riconoscimento di un contributo regionale loro si defilano dalla gestione. Da qualunque punto lo si osservi questa vicenda è un monumento all’improvvisazione costata carissimo alla città.”
Lecce 2.0dodici sta elaborando un’idea di mobilità in città? Su cosa si dovrebbe basare? E’ tutto da buttare ciò che ha fatto l’Amministrazione Perrone in questi anni? “Il bilancio dell’amministrazione Perrone al momento non registra risultati significativi. Gli indicatori sensibili sono immutati: inquinamento da polveri sottili, auto circolanti in città, passeggeri trasportati sugli autobus, numero di posti auto a pagamento. La città è ferma nonostante alcuni sventolati progetti: piste ciclabili, bike sharing, prossimo piano della mobilità ciclistica.. L’impressione è quella di una squadra di calcio che prende sul mercato i giocatori per fare un salto di qualità sul versante della mobilità sostenibile ma non riesce a metterli bene in campo e farli rendere per come possono. Colpa dell’allenatore. Dobbiamo sempre ricordare che quello che abbiamo sotto gli occhi è il bilancio di un quindicennio circa di governo di cdx in città, non di risultati individuali di singoli assessori. A me pare che anche su questo fronte abbiamo accumulato un bel passivo: in compenso siamo la prima città del sud Italia per estensione di piste ciclabili: peccato siano usate pochissimo a causa della loro pericolosità. Quello che c’è da fare lo sappiamo, lo abbiamo più volte detto, lo abbiamo anche fatto l’ultima volta che abbiamo governato. Se ci avessero dato ascolto sul filobus quando ci si poteva anche tirare indietro oggi sarebbe un’altra storia.”
La settimana scorsa è stato pubblicato il risultato del lavoro intersettoriale di Palazzo Carafa sul recupero evasione Ici e Tarsu nel 2010. Monosi parla di obiettivo raggiunto e stanno fioccando gli avvisi di accertamento nei confronti di migliaia di leccesi. Sono realistici secondo lei questi dati? “Sull’argomento mi sono espresso più volte e a costo di essere giudicato ripetitivo e noioso non posso non ribadire che gli accertamenti dichiarati nel 2010 non sono realistici. S’è deciso di trasformare gli oltre 10 mln di euro indicati nel previsionale come recupero da riclassamento in recupero ordinario ICI e TARSU subito dopo la denuncia dell’incompetenza del Comune a procedere alla revisione degli immobili. Tutto pur di evitare di raccontare la verità sui conti comunali. Ma è un’operazione di pura cosmesi contabile che tenta di nascondere le crepe che minano le fondamenta del nostro bilancio. Un dato su tutti: anche nel 2010 come nel 2009 il Comune ha fatto ricorso all’anticipazione di tesoreria per circa 350 giorni per circa 20 milioni di euro: non abbiamo liquidità e non sappiamo come far fronte alle spese. Un enormità. Se Perrone vuole rendersi credibile nel proporsi come il sindaco che prende le distanze dalla Poli non deve limitarsi a pagare i debiti da le contratti. Ma dimostrare una diversa trasparenza nella gestione del bilancio. in questo c’e’ totale continuismo: carte truccate erano e tali sono rimaste.”
L’imponente alienazione degli immobili programmata dall’assessore al Patrimonio serve davvero a sanare le finanze dissestate del Comune o servirà magari per avere le casse piene per finanziare opere e interventi “a pioggia” in vista della campagna elettorale del 2012? “Vedremo quale sarà l’esito di quel piano sulla cui realizzabilità è bene essere prudenti. Sull’uso delle risorse eventualmente incassate tutto si può permettere il comune tranne di fare ulteriore spesa clientelare.“
Filobus, porta a porta, parchi ed altre opere in corso di realizzazione… Perrone sta preparando il “pacchetto” di fine mandato? Gli farà recuperare consenso? “Questo ce lo diranno i leccesi con il loro voto della prossima primavera. I sondaggi di gradimento sulla popolarità dei Sindaci sono un giochino e nulla di più. Quello che mi auguro è che si possano fare valere le ragioni di un confronto di merito sulla città, i suoi bisogni, le scelte da fare e i risultati ottenuto. Ma bisogna essere realisticamente pronti ad un confronto nel quale avranno un peso non banale le macchine elettorali, i professionisti del consenso, i partiti personali.”
Nel centrosinistra ogni dibattito per le prossime comunali sembra essere congelato. Cosa state aspettando per “parlarvi”? E soprattutto, pensa che il Pd abbandonerà le “sirene” di Io Sud e punterà tutto su centrosinistra e primarie? “Non è che ci si debba parlare ogni giorno per decidere cosa fare. Le questioni sono note, gli scenari possibili anche. Ci sarà il momento di definire con chiarezza obiettivi e strategie, uomini e programmi. Nel PD vi è un dibattito in corso sull’uso delle primarie, sulla necessità di tenerle sempre o meno. Vedremo. Quello che penso su una possibile alleanza con IOSUD l’ho detto e non cambio idea. Al momento ci si impegna su altro: sulle idee per la città, sulle proposte per un alternativa politica e culturale. E’ il lavoro di ogni giorno che non arriva sui media ma che è ugualmente prezioso.”
A Palazzo Carafa si respira aria di torpore. Ogni questione appare al momento congelata e non si tengono nemmeno commissioni di rilievo. Pensa che anche a livello locale si stia pagando la pesantezza del clima politico nazionale? E infine, come si evolverà a suo avviso la situazione nazionale e come influirà su quella leccese? “E’ l’Italia che vive una fase di torpore, di narcosi, prigioniera di un confronto pubblico inchiodato sui guai personali di un premier prigioniero dei sui abusi, dei sui vizi, delle sue stoltezze. E’ l’anomalia italiana che da un quindicennio condiziona la vita politica del paese che oggi pare essere giunta al suo tragico epilogo. Ma non credo che a Palazzo Carafa giungano i riverberi di Arcore. Credo più banalmente che la stasi derivi da un governo risoltosi in mera amministrazione di emergenza. La città paga le dissipatezze economiche, finanziarie, politiche clientelari degli ultimi anni. Per questo avrebbe bisogno di voltare pagina.“

